Il dipendente di Poste Italiane S.p.A. che svolga attività di tipo bancario (cosiddetto "bancoposta") non riveste la qualità di persona incaricata di pubblico servizio

Inserito da Avv. Alessandro Tonon il 8 Dicembre 2015

Con le recenti sentenze Sez. 6 sent. 18457/15 e 10124/15 la Suprema Corte ha affermato il principio di diritto massimato nei seguenti termini: il dipendente di Poste Italiane S.p.A. che svolga attività di tipo bancario (cosiddetto "bancoposta") non riveste la qualità di persona incaricata di pubblico servizio; con la conseguenza che l'appropriazione di somme dei risparmiatori commessa con abuso del ruolo integra il reato di appropriazione indebita e non quello di peculato (In motivazione, la Corte ha osservato che la natura privatistica dell'attività di raccolta del risparmio non è esclusa per il fatto che Poste S.p.A. operi per conto della Cassa Depositi e Prestiti, essendo quest'ultima equiparabile ad un comune azionista che non interviene personalmente nei rapporti con la clientela, regolati esclusivamente dal diritto civile).

In questa ipotesi, quindi, i fatti vanno sussunti nella fattispecie ex art. 646 c.p., art. 61 c.p., n. 11