Sinistro stradale: in capo al conducente del veicolo vi è l’obbligo di prevedere i comportamenti imprudenti del pedone.

Inserito da dott. Mattia Gris il 11 Dicembre 2016

 

Recentemente la Corte di Cassazione (Sent. 19.10.2016 n. 44325), tornando a occuparsi di responsabilità in caso di sinistri stradali, ha confermato il principio in base al quale in capo al guidatore vi è un dovere specifico di prestare attenzione al fine di avvistare il pedone, così da poter prevenire suoi eventuali comportamenti irregolari. Gli Ermellini hanno poi proseguito affermando che la responsabilità del conducente il veicolo è esclusa solamente laddove i comportamenti del pedone si configurino, in considerazione delle circostanze del caso, come una vera e propria causa eccezionale, atipica, la quale non fosse in alcun prevista e prevedibile dal guidatore. Sarà inoltre necessario che tale comportamento eccezionale e non prevedibile del pedone, sia stato da solo sufficiente a determinare il sinistro stradale. Solo in presenza di tali elementi, il comportamento del pedone dovrà essere considerato come idoneo ad escludere il nesso di causalità e conseguentemente la responsabilità del guidatore. La Corte, però, nella medesima sentenza si è spinta oltre, giungendo ad affermare un ulteriore principio. Nello specifico, la Suprema Corte, richiamandosi al proprio consolidato precedente, ha affermato come, in materia di sinistri stradali, seppur sia stata accertato che il guidatore abbia violato le specifiche norme di legge o di precetti generali di comune prudenza in tema di circolazione, tale accertamento non può ritenersi di per sé sufficiente per considerare provato il nesso di causalità tra la condotta del guidatore e il sinistro. Tale nesso di causalità, infatti, deve sempre essere provato e potrà essere escluso nel caso in cui si dimostri che il sinistro si sarebbe ugualmente verificato senza quella condotta ovvero che lo stesso si è comunque determinato da una causa diversa, ciò perché, “per poter affermare la responsabilità"; occorre non solo la causalità; materiale tra la condotta e l'evento dannoso, ma anche la c.d. causalità; della colpa ossia la dimostrazione del nesso in concreto tra la condotta violatrice e l'evento”.